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Perchè accettare di essere trattati male dalle persone?
Perchè accettare di essere trattati male dalle persone?
:: Bel Cesar ::


Traduzione di Paula Zambello - paulagildazf@terra.com.br

Tempo fa, ho detto a Lama Gangchen Rinpoche “Questa volta voglio guardare la negatività in faccia. Non la negherò”. Lui mi ha risposto: “Fai bene a guardarla, però non toccarla. È come quando si guardano le notizie in TV. Vedi la negatività ma non la lasci entrare in casa tua. Puoi guardarla in faccia, ma non lasciare che la negatività entri nella tua mente”.

La maggior parte dei messaggi della nostra società contiene idee distruttive e negative. Basta accendere la TV in qualsiasi telegiornale per farci ricordare come il mondo è pericoloso. Nel tentativo di cercare di proteggerci dalle minacce quotidiane, diventiamo perversi come l’ambiente ostile che frequentiamo. Mantenere la mente pulita è una sfida che richiede costante riflessione per non lasciare che le informazioni o i punti di vista negativi altrui influenzino nostra mente.

Lama Gangchen Rinpoche ci avverte: “Non dobbiamo seguire insegnanti negativi oppure comperare informazioni negative nel supermercato dei pensieri”. In altre parole, Marie France Hirigoyen, autrice del libro “Assedio Morale” (Ed. Bertrand Brasil) ci avrebbe detto di riconoscere le caratteristiche dei comportamenti perversi per non lasciarci travolgere da questi.

Tuttavia, non è cosi semplice né facile riconoscere un comportamento perverso. Marie France spiega: “Piccoli atti perversi sono cosi abituali che ci sembrano normali. Incominciano con una semplice mancanza di rispetto, una bugia, oppure una manipolazione. Non è così insopportabile, a meno che veniamo direttamente colpiti. Se il gruppo sociale nel quale questi tipi di condotte appaiono non si manifesta, esse si trasformano in condotte ostensive perverse, che hanno delle gravi conseguenze sulla salute psicologica delle vittime. Non avendo sicurezza di essere state comprese, loro rimangono zitte e soffrono in silenzio”. Una volta che impariamo a guardare i maltrattamenti come qualcosa apparentemente normale e, quindi, teoricamente accettabile, non pensiamo essere possibile e salutare svincolarci da questi maltrattamenti!

Dopo tutto, perchè dobbiamo accettare che qualcuno ci tratti male? Perchè dubitiamo della nostra sanità mentale. In questo senso, sapere di se stessi vuol dire conoscere i nostri potenziali, risorse e limitazioni che costituiscono il fondamento della nostra sicurezza interna.

Sappiamo che viviamo in un mondo ostile, ma è necessario sapere come non cadere nelle trappole dell’ostilità altrui. Dobbiamo incoraggiarci sempre a non seguire la negatività, sopratutto se ne siamo circondati. Così come scrive Lama Gangchen Rinpoche nel suo libro “NgelSo Autocura Tântrica III” (Ed Gaia): “L’unico messaggio che riceviamo dagli altri è: ‘Non disturbare’. Pertanto, abbiamo bisogno di un forte rifugio interiore, impenetrabile alle influenze altrui”.

Per meglio rispondere alla questione “perchè accettiamo di essere trattati male?”, andiamo a conoscere i trucchi del comportamento di chi ci tratta male. Una caratteristica comune del comportamento perverso è di impedire all’altro di pensare, perchè lui non prenda coscienza del suo processo di dominazione – lui crea fragilità allo scopo di impedire all’altro di difendersi.

Marie France Hirigoyen chiarisce: “Tra le coppie, il movimento perverso si installa quando manca quello affettivo, oppure quando esiste una prossimità eccessivamente grande con l’oggetto amato. Eccesso di prossimità ci può far paura e, esattamente per questo, quello che sarà l’oggetto di maggiore violenza è quello che esiste di più intimo. Un individuo narcisista impone il suo dominio per controllare l’altro, perchè teme che, se l’altro si trova troppo vicino, egli può invaderlo. Questo serve a mantenerlo in una relazione di dipendenza, o addirittura di proprietà, per dimostrare la propria onnipotenza. Il partner, immerso nel dubbio e colpa, non reagisce”.

Così, qui va il primo consiglio per evitare che qualcuno ci faccia del male: Non accettare critiche unilaterali; nessuno è totalmente responsabile di una situazione-problema. Di conseguenza, non assumere tutta la “colpa” per te stesso, pensando che in questa maniera si possa alleviare la tensione presente.

In questi momenti, ci aiuta ricordare che l’origine del comportamento perverso sta nel fatto della persona non voler assumere la responsabilità dei suoi atti. Quindi, quando assumiamo il comportamento che non ci appartiene, stiamo nutrendo il comportamento ostile dell’altro.

Altro trucco del comportamento perverso è di rifiutare una comunicazione diretta. Marie France Hirigoyen ci avverte: “Il partner viene obbligato a fare le domande e i suoi punti deboli vengono usati dall’altro come un’arma. Così, se percepisci che stai parlando da solo in un rapporto di coppia, è arrivato il momento di fermarsi e domandarsi se vale la pena adattarsi a questo comportamento, che è autodistruttivo.

A questo punto, abbiamo capito che chi ci tratta male non è ricettivo a parlare, perchè ciò significherebbe la fine del conflitto, e lo impedirebbe di far traboccare la sua aggressività. È quindi importante tener in conto i costi ed i benefici di questo rapporto. In questo senso, invece di lamentarsi chiedendo “lasciami andare”, possiamo dire “Io ti lascio andare”. A tal fine dobbiamo diventare consapevoli dei nostri limiti e risorse per liberarci, passo a passo, della credenza che ci troviamo in una via senza uscita. Se gli altri ci trattano ancora male, noi possiamo trattarci bene!

Nella misura in cui coltiviamo un’incrollabile certezza di non voler più essere coinvolti in rapporti distruttivi, sviluppiamo amore e gentilezza e un’energia positiva interiore ci impedisce che i nostri nemici o esseri maligni ci facciano male, poiché avrebbero bisogno di appoggiarsi su qualche nostra negatività .

Così come ci consiglia Lama Gangchen Rinpoche “La cosa più importante nel mondo è non abbandonare mai il nostro cuore accogliente, anche in presenza di una minaccia di morte, perchè lui è il nostro vero ed eterno amico”.


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Bel Cesar psicóloga, pratica a psicoterapia sob a perspectiva do Budismo Tibetano desde 1990. Dedica-se ao tratamento do estresse traumático com os métodos de S.E.® - Somatic Experiencing (Experiência Somática) e de EMDR (Dessensibilização e Reprocessamento através de Movimentos Oculares). Desde 1991, dedica-se ao acompanhamento daqueles que enfrentam a morte. É também autora dos livros `Viagem Interior ao Tibete´ e `Morrer não se improvisa´, `O livro das Emoções´, `Mania de Sofrer´, `O sutil desequilíbrio do estresse´ em parceria com o psiquiatra Dr. Sergio Klepacz e `O Grande Amor - um objetivo de vida´ em parceria com Lama Michel Rinpoche. Todos editados pela Editora Gaia.
Email: contato@vidadeclaraluz.com.br


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